
Natale in famiglia…. allargata
Natale in famiglia…. allargata
Si avvicinano le festività natalizie e si preannuncia un periodo in cui potersi ritrovare in modo caloroso. Rimane comunque un momento difficile da affrontare per le famiglie allargate. L’organizzazione di questo rituale sacro, infatti, può essere all’insegna della gioia, ma generare anche stress.
Organizzare i pranzi e le cene delle feste richiede molto tatto. Si cerca di accontentare tutti e al di là della ricerca dei regali adatti, la priorità è proprio quella di sapere quando, come e dove ritrovarsi tutti insieme. Ma come funziona per le famiglie allargate?
Comunemente si è portati a pensare che una festa di Natale può dirsi riuscita se ruota sempre attorno a una famiglia unita, in cui genitori e figli si ritrovano. Questa visione ideale della questione è decisamente molto più radicata di quanto non si immagini, anche per chi ha rotto la propria unione matrimoniale e per chi sta allargando il proprio nucleo.
Molto spesso capita che il Natale può accompagnarsi ad un grande senso di colpa: quello di essersi separati dal coniuge, privando i figli dell’immagine di due genitori uniti.
La tentazione, dunque, di ricreare “artificialmente” la famiglia di origine solo per la sera della vigilia è forte e lo è ancora di più quando i bambini sono piccoli. Alcuni possono addirittura allontanare i nuovi partner, soprattutto se la relazione è recente.
Una riunione familiare di questo tipo può sembrare artificiale, tanto più se mossa dal famigerato senso di colpa che i genitori cercano di mettere a tacere. Il fatto di fingere, di “fare come se”, non sfugge affatto al bambino. Una situazione di questo genere può finire con l’alimentare la sua fantasia di un ritorno alla ricostituzione della coppia di genitori, i bambini sono molto sensibili, si accorgono subito che la situazione è ambigua. Una situazione come questa pone il bambino dinnanzi a un conflitto di lealtà, che genera in lui forti angosce. Ma, al di là delle festività natalizie, i bambini crescono affidati in custodia alternata ai genitori o trascorrono con loro, rispettivamente, un fine settimana ogni due. Inutile dire quanto tutto questo possa generare forte confusione nel bambino, il tema delle riunioni natalizie coinvolge molto spesso più il genitore “ferito” che il bambino stesso. Indubbiamente quando la separazione è recente diventa molto difficile riuscire ad organizzare la situazione, proprio in questo momento bisognerebbe sgombrare il campo dalle ostilità e permettere ai bambini, piccoli o grandi che siano, la possibilità di ri-pensare ad un modo sereno di trascorrere il periodo festivo facilitando in tal modo uno sviluppo armonico, non dimentichiamo che i figli sono quasi sempre quelli che pagano il prezzo più alto della separazione non vivendo più insieme a mamma e papà contemporaneamente.
Quando la separazione dei coniugi è avvenuta già da diversi anni, ciascuno si è rifatto una vita, o almeno uno dei due, e i figli sono cresciuti, può farsi strada l’idea di riunire tutti per la grande rimpatriata di Natale per evitare problemi in occasione di questa ricorrenza, ma anche per il piacere di ritrovarsi tutti insieme.
Quando tutti hanno accettato l’idea di ricominciare la propria vita senza l’altra persona e l’intesa è autentica, si può pensare alla possibilità di ritrovarsi.
Tutto ciò è possibile solo dopo un certo periodo di tempo, in quanto la fase successiva al divorzio o alla rottura, come già detto, è fortemente intrisa di sensi di colpa. Spesso è semplicemente troppo presto. Poi, poco alla volta, ognuno fa la scelta di organizzare la propria vita intorno a una nuova famiglia. Quando tutti i rancori sono stati in qualche modo metabolizzati e se l’avvenimento non rientra nel contesto di una tradizione che cela un reale malessere, allargare il proprio nucleo di origine in occasione del Natale è assolutamente un’idea da considerare.
Ovviamente è necessario avere l’accortezza di fissare e di usare alcune buone regole di cortesia nei confronti dell’ ex coniuge e di rispetto verso il nuovo compagno/la nuova compagna e viceversa.
Vorremmo non esistessero problemi, ma non è sempre così. Talvolta anche i figli sono segretamente contenti di poter riunire i due genitori e tramano proprio per raggiungere questo obiettivo…
In questo caso non bisogna cedere, se non si è convinti, si rischia di generare tanta confusione per le ragioni che abbiamo precedentemente esposto.
In altri casi, il “pericolo” può giungere da dove meno ve lo aspettate: dai vostri genitori. Vostra madre non sempre capisce perché avete deciso di “congedare” quel brav’uomo di vostro marito. Dal canto suo, anche vostro padre può dimostrarsi pronto ad aprire nuovamente le braccia alla sua adorata figlia, così dolce e premurosa… Anche in quel caso, la prudenza non è mai troppa.
Il ritorno al nido palesato durante le festività natalizie può risvegliare desideri di onnipotenza da parte dei genitori, che credono di sapere ciò che è meglio per i loro figli. Con fermezza occorre rimanere fermi sulle proprie posizioni e sorridenti, rispettando le proprie decisioni.
Una volta sgomberato il campo da tutte le fantasie sulle riunioni familiari idilliache attorno all’albero, peraltro comprensibili, occorre arrendersi all’evidenza. La rotazione rimane una scelta pratica e, al tempo stesso, duratura. La soluzione migliore è quella dell’alternanza che consiste nell’organizzare una volta su due il Natale e una ogni due il Capodanno.
La cosa più difficile è non rispettare queste date. Attendere l’arrivo della mezzanotte senza i propri figli, soprattutto se sono piccoli, non è cosa facile. Tuttavia, occorre anche comportarsi in quanto genitori separati, accettando di rinunciare ai propri figli un anno ogni due…è un atto d’amore verso i figli che potranno costruire e mantenere relazioni parentali idonee a strutturare un senso di appartenenza valido con entrambi i genitori. Si tratta anche di abbandonare alcuni ruoli che ci si impone per fare in modo che le cose vadano per il meglio, in modo da concedersi il più bel regalo sotto l’albero: un sereno Natale!
Dott.ssa Maria A. Romano



